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I proverbi hanno la “parola” lunga: calati juncu ca passa la china e la crisi economica in corso

Un vecchio proverbio siciliano dice: calati juncu ca passa la china!  secoli e secoli di sofferta sopravvivenza, un detto di cui la mafia s’è appropriata, modificandone leggermente il significato e rendendolo negativo.
Il proverbio nulla c’entra con la mafia, molto invece con la nostra filosofia gattopardesca. In questo contesto il proverbio assume il suo vero senso positivo, non è necessario essere il Consigliere tecnologico di un Segretario di Stato, basta essere un semplice “giardiniere“.

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Se io fossi un Commerciante direi all’Amministrazione di Bagheria …

anno_merdaSe io fossi un commerciante di Bagheria vorrei chiedere all’Amministrazione:

  • un abbattimento delle imposte comunali al 40% per il primo anno, per chi apre una attività nella città legata al settore commercio, artigianato di qualità, servizi alle aziende (…);

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I soldi fanno soldi … anche nella crisi

luoghi-comuniI soldi fanno soldi, le persone fanno persone, i pidocchi fanno pidocchi e le minchiate si moltiplicano.

Luoghi comuni che diventano territori deserti in questo periodo di crisi. Specie in territori di frontiera come la Sicilia

foto| via omiocapitano.altervista.org

C’era un preciso accordo sociale che ora non c’è più. Ma si vive meglio?

Un preciso accordo  era quello legato alla coincidenza del palinsesto della TV con la nostra vita sociale quotidiana (citazione da un articolo di Luca De Biase). A pranzo (se torno a casa) il TG e qualche intrattenimento informativo, la sera dopo cena, il cinema o un grande spettacolo.  Nel mezzo poteva scapparci, ma non per tutti, un quotidiano ed entrava in gioco un altro mezzo che però non aveva una legame cosi stretto con il nostro quotidiano. La stessa cosa può dirsi per la Radio.  Continua a leggere

Crisi economica: fidelizzare o innovare ?

Leggo da Spotanatomy di uno studio condotto da una agenzia di marketing integrato che pone la fedeltà del cliente come una delle delle priorità di oggi  dei responsabili commerciali. Il post in questione dice: ” Sembra, infatti che più della metà delle aziende intervistate stia investendo in programmi di fidelizzazione per mantenere i propri clienti.
In pratica, le aziende invece di cercare di ottenere nuovi clienti, si stanno concentrando sul mantenimento di quelli esistenti, al fine di minimizzare l’impatto della debolezza della situazione economica sulla propria attività
“.

Ho scaricato lo studio originale, indicato nel post, qui e trovo che i casi presi in considerazione sono (2 su 3) relativi ad aziende che operano nella telefonia (fissa e mobile), mentre il terzo caso riguarda una multinazionale  del settore auto. Entrando più in dettaglio ed iniziando a leggere,  mi viene in mente un pensiero che sintetizzo cosi: non è tanto la fidelizzazione che si cerca quanto la “soluzione creativa” di una continuo contatto con il cliente. In pratica alla base c’è innovazione e creatività che possono declinarsi, ovviamente, anche in piani di fidelizzazione. O no?