Archivi tag: conversare

La prossimità nel commercio c’è sempre stata. Mia Nonna era sempre connessa

consumatore_connessoMia Nonna acquistava tutto davanti la porta di casa sua. Ma nel vero senso della frase, dall’abbigliamento (intimo compreso), alla frutta, al pesce, al sale, tutti erano venditori ambulanti e mia Nonna era una ottima cliente.

Quando entravano nel quartiere dove abitava, iniziavano ad inviare i primi messaggi di prossimità: Accattativi u sali!  aranci, mele, mannarina, frutta! Pisci ru mari, frischi, frischi!  Continua a leggere

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A cosa servono i Fiumi Social ? con il cavolo lo scoprirete!

lupo_agnello_cavoloDunque, ci sono: un lupo; un agnello, un cavolo ed un pastore sulla sponda del fiume social.
Il pastore deve portarli dall’altro lato del fiume ma non più di due alla volta. Come fa sapendo che #lupomangiagnello e #agnellomangiacavolo ? Scrive un post parlando di zattere, barche e gommoni  e sulla scia dei commenti, sfruttando quello lasciato dal solito “testina” che da la colpa all’Amministrazione – qualsiasi purchè sia una amministrazione – del fatto che il fiume non permette a tutti di galleggiare (siamo non oltre il 5° commento), approfitta della nebbia che scende,  di colpo lascia il cavolo e porta con se dall’altro lato del fiume social, il lupo e l’agnello. A questo punto si trova di fronte un bivio:  Continua a leggere

Facebook e la regola del post “compulsivo” bagherese

Il post “compulsivo”  bagherese detta le regole della conversazione su Facebook. Dai rifiuti, all’arte, alla criminalità … sino  alle scorribande di elefanti e cammelli per la città!

(cliccate sulla foto per ingrandirla)

Ho scelto una conversazione datata perchè la regola oramai è questa. Martedì 9 ottobre su Radio Schitikkio (FM 97.8)  dalle 10.00 all’interno di “Buon Giorno … con Radio Schitikkio” approfondiremo l’argomento!

Il mercato del contadino ed il tryversiting

Ultimamente mi sono occupato, indirettamente, di “Mercato del contadino” accorgendomi del successo che hanno nel territorio per una serie di motivi primo fra tutti il classico “assaggi signora e sentirà che bontà“.

Tryvertising, si definisce, ed è  il  concedere di provare prima di comprare: salumi, formaggi, olive, olio, vino, salse … un classico insomma. Oggi diffuso anche nella cosmetica e nell’automobile (con alcuni dubbi da parte degli addetti al settore specie per la vendita dell’Usato), ma  negli altri settori che succede?  Continua a leggere

La tribù delle “forchette che scrivono”. Interessante operazione di Cronache di Gusto

Cosi per sfida, dopo una ottima cena presso il ristorante “I Pupi” di Bagheria, ho lasciato una recensione per partecipare al concorso “Vota il Ristorante” organizzato da “Cronache di Gusto” il giornale online di enogastronomia che spesso sfoglio. Mercoledì scorso ho ricevuto una telefonata dalla redazione che annuciava la mia vincita al concorso per questo mese. Questo è l’antefatto. Continua a leggere

Quando il nuovo è (ancora) nel vecchio

Mia nonna comprava, negli anni ’70,  i vestiti, i corredi, l’intimo per se, per mio nonno ed anche  per noi nipoti da un venditore ambulante . Questo venditore, prima da solo e successivamente con il figlio che diventava sempre più grande, girava per le strade ma, senza voci e grida, suonava al campanello e noi uscivamo per vedere. Il vestiario si provava a casa, comodi, lui aspettava fuori con il suo camioncino e, se si comprava, si pagava dilazionando nel tempo la cifra, senza interessi e senza scadenze. L’unico criterio era lo stato economico della famiglia, se poteva permetterselo, il pagamento avveniva in due tre volte; diversamente si dilazionava per più tempo. Mi ricordo che aveva una agenda artigianale fatta con la carta che veniva utilizzata dai fruttivendoli per fare il “coppo”, nel nostro dialetto ( un tronco di cono chiuso accartocciando la carta in fondo),  per mettere la frutta dove cerano scritti i dare ed avere del paese. Lui si chiamava “u zu Ninu u pantulini” (da pantaloni) ed era per noi un mito. Penso che sia stato il primo esemplare ex #35. “Ma prima devono appartenere ad una comunità” del Cluetrain manifesto. Lui apparteneva eccome alla nostra comunità.