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Chi vuole avere noleggiando è una community: LocLoc vuole essere la loro casa

logo loclocUna community per “non acquistare ma comunque avere“. Perchè il prodotto serve ma non va acquistato per abitudine. Cioè a dire come noleggiare online gli oggetti di cui si ha bisogno.
E’ ‘Locloc’, community online. Con ‘Locloc’, inserendo i propri dati, l’utente può accedere al database di oggetti disponibili, ricercare quelli che gli interessano sfogliando le categorie di appartenenza e selezionare ciò che corrisponde alle sue esigenze. Continua a leggere

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SOFI: la comunità universitaria agisce come erogatrice di prestiti agli studenti

Le università americane sono state, da sempre, gli ambienti ideali per la messa a punto di tutte quelle idee che oggi sono elementi indispensabili della vità quotidiana: i social network, i motori di ricerca solo per citarne alcuni. In una di queste università è stata intercettata una nuova comunità attraverso una piattaforma web. Si tratta della  SoFI, il social creato per far incontrare in un unico posto studenti, ex studenti, genitori e istituti, e intavolare richieste e concessioni di prestiti a tasso agevolato per continuare a studiare.

Better Student Loans through Alumni Funding” questo il payoff utilizzato   Continua a leggere

Un mercato intelligente fatto da una comunità intelligente

Anni fa, quando frequentavo le scuole superiori, io ed alcuni dei miei compagni avevamo preso una abitudine che oggi mi risuona in mente in maniera diversa: nel pomeriggio, dopo lo studio, andavamo a rilassarci nel luogo di ritrovo degli studenti (almeno a quel tempo). C’era un Bar (ancora oggi) che, solo per noi, ci vendeva il rimasto della tavola calda della mattinata, al costo di con quanta moneta  avevamo nel pugno della mano.  Alla fine ci andava più o meno bene, alle volte con sconti notevoli, anche del 50%. Noi avevamo capito che in quel momento della giornata, andandoci tutti insieme, il nostro  potere di acquisto aumentava e lui aveva ben compreso che in questo modo, riusciva a vendere l’invenduto (a scadenza) e fidelizzava il rapporto con noi. Be oggi sarebbe parente di Groupon?

Quando il nuovo è (ancora) nel vecchio

Mia nonna comprava, negli anni ’70,  i vestiti, i corredi, l’intimo per se, per mio nonno ed anche  per noi nipoti da un venditore ambulante . Questo venditore, prima da solo e successivamente con il figlio che diventava sempre più grande, girava per le strade ma, senza voci e grida, suonava al campanello e noi uscivamo per vedere. Il vestiario si provava a casa, comodi, lui aspettava fuori con il suo camioncino e, se si comprava, si pagava dilazionando nel tempo la cifra, senza interessi e senza scadenze. L’unico criterio era lo stato economico della famiglia, se poteva permetterselo, il pagamento avveniva in due tre volte; diversamente si dilazionava per più tempo. Mi ricordo che aveva una agenda artigianale fatta con la carta che veniva utilizzata dai fruttivendoli per fare il “coppo”, nel nostro dialetto ( un tronco di cono chiuso accartocciando la carta in fondo),  per mettere la frutta dove cerano scritti i dare ed avere del paese. Lui si chiamava “u zu Ninu u pantulini” (da pantaloni) ed era per noi un mito. Penso che sia stato il primo esemplare ex #35. “Ma prima devono appartenere ad una comunità” del Cluetrain manifesto. Lui apparteneva eccome alla nostra comunità.