Archivi categoria: ZAPPARE (organizzazione)

Il lavoro nobilita l’uomo. Ma fa schifo?

E’ più utile e portare a termine e bene un progetto oppure presentarsi puntuali e ligi per timbrare il cartellino? La risposta pur essendo ovvia, non trova molto appeal nelle nostre aziende. Abbiamo già trattato l’argomento, anche se da un altro punto di vista, vedi qui, e ci imbattimo sempre nello stesso ostacolo. Tutto è complicato, perchè nelle nostre imprese vige l’assurda, anacronistica dittatura dell’orologio. Non vieni pagato per produrre, ma per stare li otto ore. Non vai al lavoro per raggiungere obiettivi, ma solo per timbrare il cartellino.  Ed in questo, occorre dirlo, il sindacato è complice se non principale artefice specie nelle PA. Continua a leggere

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Le riunioni aziendali, il dialogo, la condivisione e le decisioni

Riprendo il concetto di dialogo nelle aziende già affrontato in questo post riportando uno studio americano che ritiene che le riunioni aziendali siano dannosse, almeno nella metà dei casi (università del Michigan autore John Tropman), che nelle stesse i manager preferiscono stare zitti anzichè rischiare di dire una parola sbagliata (Harvard school autrice Amy Edmonson), mentre in Italia si ritiene che le riunioni siano essenzialmente un rito, una eredità della cultura sindacalista, una parvenza di democrazia (Università Bocconi di Milano). Certo ho sempre sostenuto che la condivisione, la concertazione porta a non prendere decisioni. In pochi si decide meglio e se sei solo a decidere, meglio ancora. Continua a leggere

Il dialogo e l’organigramma aziendale

Non tutte le persone sanno gestire il dialogo lavorativo con il giusto filtro che deriva dai ruoli di ogniuno all’interno di un organigramma. Se imposti il tuo ruolo (di responsabilità, di gestione, di comando) sulla base del dialogo, della chiarezza, del motivare tutto quello che viene deciso e gestito, con il tempo, alcune persone che hanno un ruolo “subalterno” nell’organigramma iniziano a non capire più il tuo ruolo di Responsabilità e di decisione. Continua a leggere

Lavorare troppo fa male?

Da “La Repubblica” di oggi, leggo, “mentre l’Italia detassa gli straordinari e l’Europa cancella le 35 ore, negli Stati Uniti uno studio scietifico ha dimostrato quali sono i livelli ottimali di impegno. Con una conlusione clamorosa: gli stakanovisti sono dannosi“. Lavorare troppo fa male e non solo alle aziende. Lo studio del Prof. Robert Whaples lo trovate, qui, pubblicato sul New York Times. Nello stesso tempo leggo il post su lamiacarriera.it, uno dei miei punti di riferimento web, vedi qui, che definisce il cosiddetto Stato di flusso: Continua a leggere

Le aziende e le persone

Ho sempre pensato che le aziende hanno il cuore e la mente delle persone che vivono e lavorano per loro. La aziende non sono astrazioni, sono fatte dalla dirigenza (quando c’è) dall’Ufficio Tecnico, da quello Amministrativo, dal Magazziniere, ovvero da mastro Agostino queando lui è tutto questo messo insieme. E’ sempre stata una convizione confermata dalla pratica, però, adesso “ciò le prove”direbbe qualcuno. Continua a leggere

La qualità

Mercoledì 30 luglio  e Giovedì 31 luglio sono impegnato nella verifica ispettiva triennalle in una azienda che seguo da diversi anni. L’ente di certificazione è CSQ ed il settore è quello impiantistico (EA 38 per gli addetti ai lavori). La qualità è un fatto soggettivo, verissimo (leggi qui un post interessante che ne parla in altra veste) ma in questo caso siamo noi (azienda) ad avere individuato i parametri della nostra qualità erogata e l’Ente viene a certificare che nella erogazione rispettiamo uno standard che definisce tali parametri, ma non solo, viene a verificare se, e come, nel nostro sistema abbiamo inserito metodi e criteri per misurare che questo standard di qualità erogata corrisponda alla percezione che hanno i clienti. Niente da dire, in teoria, tutto OK, se non fosse che il sistema burocratico previsto rende pesante e poco amata, nelle aziende, la ISO 9001. Era proprio della ISO che parlavamo, ma approfondiremo, nei prossimi giorni, questo aspetto.

Nel “passaparola” non basta la parola

Se i dentisti facessero delle estrazioni “Gratis” forse attiverebbero il passaparola.

dentistaHo un amico dentista che mi ha chiesto: Il passaparola, nella amia attività, funziona?  Cavolo dico io, e mi ricordo di un post alluminanante su www.ninjamarketing.it,  che dimostra come proprio per i dentisti il passaparola ha maggiore influenza.  Allora lui, bell’amico, continua:  ha, ha , ha allora non ti chiederò mai una consulenza ! Rimandadovi al post che vi ho indicato, vedi qui, per trovare una serie di motivi per cui non si attiva il passaparola, ho risposto al mio amico dentista:  Continua a leggere

Pianificare un progetto

Sono stato contattato da un Ente formativo famoso del palermitano, nella qualità di responsabile di una azienda locale, perchè hanno la necessità di avere a disposizione una azienda che possa essere sede di stage per un corso di formazione tipo “Installatore impianti fotovoltaici”. Necessità urgente perchè il corso deve concludersi.  Mi è venuto naturale dire: ma come mai ci state pensando adesso? però subito dopo ho dato la massima disponibilità.

Hello world!

A giorni si parte