C’era un preciso accordo sociale che ora non c’è più. Ma si vive meglio?

Un preciso accordo  era quello legato alla coincidenza del palinsesto della TV con la nostra vita sociale quotidiana (citazione da un articolo di Luca De Biase). A pranzo (se torno a casa) il TG e qualche intrattenimento informativo, la sera dopo cena, il cinema o un grande spettacolo.  Nel mezzo poteva scapparci, ma non per tutti, un quotidiano ed entrava in gioco un altro mezzo che però non aveva una legame cosi stretto con il nostro quotidiano. La stessa cosa può dirsi per la Radio. 

Oggi nell’era digitale cosa succede? siamo, come  ritengono alcuni, nel caos oppure oltre a questa apparenza c’è una amplificazione di quello che avevamo perso è cioè la capacità di discutere, dialogare, condividere. I social network, protagonisti ultimi di questa amplificazione digitale, non realizzano questa necessità? una necessità sociale, di essere e di esserci. Siamo iscritti a quel gruppo, discutiamo con quella persona, liberamente. Prima era possibile?

Quando tutto questo diventa caos che fa perdere l’attenzione? Be, personalmente, ritengo quando nel social si iniziano ad intravedere possibilità di business nella discussione. Quando il marketing entra, con vecchie regole, nei social, con account privati che sono brand, con commenti che sono note d’agenzie, con album che sono book (!) Quando tutto è da condividere, mentre i miei di …. cazzi devono restare miei!

Foto| wisesociety.it

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