La fiction “Agrodolce” ed il marketing territoriale

La fiction “Agrodolce”, vedi qui, (una produzione Rai Educational) è ambientata, girata e montata nel territorio dove sono nato, vivo e opero: Santa Flavia  e la sua frazione Porticello, Bagheria, Termini Imerese. Già stamani sul Venerdì di “La Repubblica” a pagina 40 campeggiava la pubblicità di Agrodolce con lo sfondo di una delle location più suggestive che prende il nome di Santa Nicolicchia a Porticello. L’operazione parte da lontano, si appoggia agli interventi di finanza agevolata della Legge 488/92 che porta alla realizzazione di un centro di produzione di grandi dimensioni nell’area industriale di Termini Imerese.  La storia è tutta siciliana, il cast pure ed alcuni attori sono addirittura locali, la location è siciliana, il centro produzione è siciliano, come dice l’headline “La prima fiction 100% made in sicily“. La domanda che mi pongo è: come di un prodotto come questo, con grande risonanza mediatica, la programmazione parte lunedi 8 settembre alle 20:10 su Rai Tre, può a cascata beneficiarne un territorio, in termini di sviluppo economico? e che rivolgo anche a voi. Vi informerò su quello che non indigeni percepiremo da questo “prodotto”. Certo sarebbe interessante conoscera la vostra opinione.  Da parte mia posso dire che non si parte bene, nel sito isituzionale di Santa Flavia, qui,  non c’è nessun riferimento alla fiction, al fatto che verrà presentata in anteprima lunedi 8 settembre alla presenza del cast e non sono messi in evidenza (foto) le location (i luoghi) utilizzati che sono molto suggestivi.

2 risposte a “La fiction “Agrodolce” ed il marketing territoriale

  1. Alessandro Tomasello

    La fiction Agrodolce potrebbe, a mio parere, rappresentare indirettamente un elemento valido a favorire lo sviluppo economico del nostro territorio. Infatti, in termini di marketing territoriale, credo che la realizzazione di un prodotto televisivo destinato ad un vastissimo pubblico, per l’appunto quello nazionale, possa contribuire notevolmente a creare, nello spettatore, un forte desiderio di visitare le stupende locations della fiction cioè Santa Flavia, Porticello (Borgo Santa Nicolicchia), ecc… In conclusione, credo e spero che Agrodolce possa finalmente favorire il turismo nel nostro territorio. Chiaramente tutto ciò non sarà possibile senza l’intervento di una classe politica “illuminata” che sia consapevole dell’opportunità e la sfrutti. Importante, a tal proposito, sottolineare che quest’anno la III edizione del Solunto Film Festival 2008 patrocinato dal Comune di Santa Flavia è stato inaugurato proprio con la proiezione della prima puntata della fiction e con la presenza del cast. Forse siamo sulla buona strada.

    http://www.soluntofestival.com

    Saluti
    Dott. Alessandro Tomasello

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  2. Certo sono decisamente d’accordo, ma, purtroppo ritengo che in questo caso ci siano alcune carenze di integrazione e finalizzazione di comunicazione. Il Solunto Festival fa la sua parte, bene, ma occorre calvacare l’onda (se permetti l’ho fatto anch’io con il post) della visibilità. Se noi addetti ai lavori non indichiamo queste strategie il prodotto di per se “Agrodolce” non riuscirà a modificare la visibilità di questi luoghi. Speriamo che il fascio di luce della classe politica illuminata, si concentri più su questo e sulla scelta di professionalità adeguate. Per il resto io coltivatorediretto sono qui ed attendo ulteriori commenti.
    Saluti anche a te ed “in bocca al lupo” per il festival. Che seguiremo

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