Nel numero in edicola, domani, de “L’approfondimento“, rivista locale bagherese, nella rubrica che periodicamente seguo, parlo del 2009 anno europeo della “creatività ed innovazione”. Ne avevo parlato tempo addietro in questo post.
L’idea di base di quanto scritto è che, se tutto ha un significato, la sequenza temporale creatività-innovazione non è casuale. Anzi, sta a significare che la creatività viene prima, e di molto, della innovazione. Non c’è innovazione senza creatività. La creatività è una sorta di forma mentis (sono d’accordo con quanto dice Anna Maria Testa sul suo “Nuovo e Utile“) a cui dobbiamo tendere per rendere più innovativa questa società in cui viviamo. Infatti quello che mi ha spinto a scrivere, nella rivista, di questo argomento (più importante e grande di me) è il fatto che ritengo che la creatività vada oltre i soli confini artistici e le furbizie e sortefuggi (tipici della regione, ma non solo, in cui vivo), e comprenda il vedere in altro modo il quotidiano in cui viviamo. Anche nella soluzione di problematiche poco nobili: traffico, orari di lavoro, chiusure pedonali e via discorrendo.
Ovviamente suggerimenti e spunti per discutere insieme sono attesi.









