Ho sempre pensato che i nani non erano 7, che Biancaneve non ha mai detto la verità e che li nel bosco, la casetta piccola piccola, i nani tanto piccoli …
Se la pensate come me, certo non avremo tutte le risposte, ma almeno scopriremo qualcosa. Io ad esempio ho proposto un cretino “Cazzolo” ed un impegnato “Antimafiolo”, mi hanno risposto che prima devono verificare. Un sito ed una idea spumeggiante e ironica che mette il sorriso sulle labbra. Da segnalare, qui.
Aruba è una piccola isola delle Antille, che si è resa autonoma nel 1986. Per promuovere il turismo, l’ufficio locale ha demandato la strategia alla agenzia brasiliana Lew Lara (TBWA).
Ecco il risultato e ditemi se non vorreste essere lì. Bella
Trovo una certa assonanza, in un punto in particolare, tra il manifesto Cluetrain e quello Futurista. Non è che sia un esperto, ma ieri nella pagina “Società” dell’edizione di Palermo de La Repubblica, leggo di un libro scritto da Giampiero Mughini “La Collezione” appena pubblicato che racconta i libri più significativi del nostro novecento passando dal Futurismo, che quest’anno festeggia il centanario. Mughini indica Bagheria tra i luoghi in cui l’arte futurista fù più viva in Sicilia, specie quella letteraria. Vivendo a Bagheria, la curiosità mi porta a leggere questo “Manifesto Futurista”, 10 sintetici punti. Leggendo mi viene in mente, trovo una certa assonanza, il Cluetrain Manifesto. (continua…)
Da Valori Primi Lab, luogo interessante che spesso frequento, mi ritrovo oggi questo viedo-documentario di Salvatore (turi) Scandurra che sintetizza in 100 secondi la storia della Sicilia, con un finale tragicomico lasciato a qual grande filibustiere di Cola Pesce che noi siciliani conosciamo benissimo.
Il video è bello, interessante anche se un pò scontato nella “prosa”, ma certamente da vedere. Il testo del video lo trovate qui.
L’agenzia di comunicazione “musicale” brasiliana Saxsofunny per promuoversi ha realizzato una serie di poster speciali con un elemento comune che rappresenta quello che meglio sanno realizzare, cioè il suono. Questi poster riproducono suoni che si trovano in natura. Non sono certo, mi pare di avere già visto l’idea di fondo, ma non per questo ritengo che la campagna che prende il nome di “Every image has a sound” sia creativamente bella. Ecco il video
Leggo da Spotanatomy di uno studio condotto da una agenzia di marketing integrato che pone la fedeltà del cliente come una delle delle priorità di oggi dei responsabili commerciali. Il post in questione dice: “ Sembra, infatti che più della metà delle aziende intervistate stia investendo in programmi di fidelizzazione per mantenere i propri clienti.
In pratica, le aziende invece di cercare di ottenere nuovi clienti, si stanno concentrando sul mantenimento di quelli esistenti, al fine di minimizzare l’impatto della debolezza della situazione economica sulla propria attività“.
Ho scaricato lo studio originale, indicato nel post, qui e trovo che i casi presi in considerazione sono (2 su 3) relativi ad aziende che operano nella telefonia (fissa e mobile), mentre il terzo caso riguarda una multinazionale del settore auto. Entrando più in dettaglio ed iniziando a leggere, mi viene in mente un pensiero che sintetizzo cosi: non è tanto la fidelizzazione che si cerca quanto la “soluzione creativa” di una continuo contatto con il cliente. In pratica alla base c’è innovazione e creatività che possono declinarsi, ovviamente, anche in piani di fidelizzazione. O no?
Leggo, dal quotidiano “La Repubblica” di ieri 14 gennaio, che uno studio condotto dalla Cambridge University ha “sentenziato” che la lunghezza delle dite della mano destra, specificatamente, del dito indice e del dito anulare se raffrontati tra loro porterebbero alla considerazione che “più lungo e l’anulare rispetto all’indice della mano destra, più forte è la propensione agli investimenti di successo”. Esiste una precisa base scientifica su questa affermazione che potete approfondire da qui.
Ecco spiegato il ruolo del dito medio: “tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il …”
Al cliente più dettagli informativi utili si danno meglio è, si diceva una volta. Questo biglietto da visita (il riquadro è una mia elaborazione grafica per migliorare la lettura) che vedete indica, non solo il percorso per trovare l’attività commerciale (in questo caso una parruccheria), ma anche il percorso per lasciarlo e ritrovarsi in una arteria veicolare principale. Certo questo potrebbe anche essere interpretato come la presa di coscienza delle difficoltà di movimento, oggi, in una cittadina di circa 60.000 abitanti (è la citta del biglietto da visitia).
Ma questo è tutto un’altro discorso. Immagginate dettagli tipo, targhe alterne, zone ZTL, ecopass, euro4, allagamenti in caso di pioggia e via discorrendo. Come informare?